L’INFLAZIONE IERI
Il
termine inflazione deriva dal latino inflatio-onis (gonfiore). Indica il
fenomeno economico che si manifesta con un aumento continuo e generalizzato del
livello dei prezzi e la conseguente perdita del potere d’acquisto della moneta.
Fin
dall’età antica l’inflazione rappresentò un grande problema. Un esempio
emblematico è quello che si verificò durante l’Impero Romano del III secolo:
gli imperatori, infatti, pensarono di far fronte alla crisi finanziaria
aumentando la quantità di denaro in circolazione. Per fare questo ridussero la
quantità di oro e di argento presente nelle monete. I commercianti, però, in
cambio dei loro beni, chiesero progressivamente una quantità sempre maggiore di
denaro portando ad una crescita dell’inflazione.
Un
fattore che determinò la caduta dell’Impero Romano fu, appunto, l’inflazione.
Un
tentativo di stroncare l’inflazione fu quello condotto da Diocleziano che cercò
di porre rimedio al problema emanando un editto dei prezzi nel 301d.C. fissando
il calmiere che stabiliva il costo dei beni di consumo, servizi e prestazioni
di lavoro. Questo tentativo però fallì.
Sotto
Costantino, l’influenza delle invasioni barbariche, delle epidemie e la
diffusione del brigantaggio portarono un nuovo aumento dell’inflazione che
contribuì alla crisi economica e sociale dell’Impero.
Nel 794
Carlo Magno, per risanare l’economia, attuò una riforma economica prendendo il
monopolio nel conio delle monete. in questo modo riuscì a limitare la
produzione di false monete e rese più facile la coniazione in quanto il
materiale utilizzatore non era più l’oro ma l’argento.
L’INFLAZIONE OGGI
Al giorno d’oggi, sono stati
classificati quattro tipi d’inflazione, che si differiscono tra loro a seconda
dell'intensità e della velocità nell'aumento dei prezzi:
- l'inflazione strisciante o
fisiologica, se si registra un rincaro che oscilla fra il 2% e il 4% annuo;
- l'inflazione galoppante, se gli
aumenti registrati nel corso dell'anno superano la soglia del 5%;
- l'iperflazione, quando si supera
il tetto del 20% e comunque quando i prezzi aumentano senza limiti apparenti.
Si stima che il tasso d'inflazione
presente oggi, in Italia, sia dell'1,1%; in base alle informazione sopra
riportate, si può ben capire come, nonostante la crisi che sta affliggendo il
nostro Paese, il tasso d'inflazione stazioni su una soglia quasi ideale.
Ora è normale porsi una domanda: da
cosa è scatenata l’inflazione?
Le possibili cause di questo
fenomeno sono quattro; in primo luogo, vi è immissione di un’eccessiva quantità
di moneta sul mercato. La responsabilità di ciò è attribuita alle autorità
nazionali, che lo fanno principalmente per far fronte al debito pubblico. In
questo caso, dunque, i commercianti, notando che le persone sono più agevolate
economicamente, decidono di alzare i prezzi, aumentando l’inflazione.
Il
meccanismo è analogo quando si ha un’eccessiva domanda di un determinato bene
rispetto all’offerta di esso: i prezzi si alzano, per far diminuire la suddetta
domanda. Anche l’aumento del costo dei fattori produttivi (costo del lavoro,
delle materie prime, dei macchinari…) , come si può ben capire, è determinante
dell’inflazione.
L’ultimo caso, è la cosiddetta inflazione importata: se dei prodotti che
importiamo dall’estero sono soggetti ad inflazione, costeranno di più,
ovviamente, anche nel nostro Paese.
Le principali categorie che
risentono, positivamente o meno, dell’inflazione, sono le seguenti: -i debitori, che vedranno “decadere” il
valore del loro debito;
-i creditori, che, al contrario, perderanno potere d’acquisto;
-i risparmiatori, i quali risparmi varranno sempre meno;
-i lavoratori dipendenti e pensionati, che hanno un reddito fisso, che li porterà ad avere un potere d’acquisto inferiore.
-i creditori, che, al contrario, perderanno potere d’acquisto;
-i risparmiatori, i quali risparmi varranno sempre meno;
-i lavoratori dipendenti e pensionati, che hanno un reddito fisso, che li porterà ad avere un potere d’acquisto inferiore.
Ma allora come si controlla
l’inflazione?
Nel 1998 è stata istituita la Banca Centrale Europea (BCE), che
ha, a grandi linee, il compito di controllare l’aumento dei prezzi all’interno
dell’Eurozona. Svolge il suo compito stabilendo la quantità di denaro da
immettere nel mercato e i tassi d’interesse minimi sui prestiti in banca.
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